Mirada y cabeceo

Mirada e cabeceo

Mirada y cabeceo. Come è nato e dove

Come si originò la mirada y cabeceo per invitare a ballare?
Nel Barrio Las Ranas, nelle peringundines (Le accademie dove si ballava tango e dove si trovavano le donne disponibili a ballare a pagamento), Bodegones (taverne) e in tutti i luoghi dove nacque il tango, le donne non avevano problemi riguardo la forma dell’invito dell’uomo.
Però con l’arrivo della immigrazione, la nascita dei conventillos (condominii dove vivevano gli immigrati più poveri, costituiti da ordini di balconate su cui si affacciavano le porte di innumerevoli miniappartamenti spesso costituiti da un’unica stanza con cucina e servizi in comune), tutto iniziò a cambiare e ai malevos (bulli piantagrane) non veniva permesso di trattare male le donne nei balli dei cortili dei conventillos, luoghi dove si imparava a ballare e dove partecipavano ai balli gli stessi familiari delle donne. L’usanza dei rudi uomini di quel tempo era : si presentavano ad una donna, le chiedevano “Balliamo?”, se la donna rifiutava le davano un manrovescio e le chiedevano quindi di venire a ballare.
Ovviamente in questi casi intervenivano i familiari, padri o fratelli, della donna maltrattata e iniziavano delle grandi risse che culminavano sempre in ferimenti gravi se non omicidi. Di conseguenza per evitare questi risvolti estremi, si proibì di avvicinarsi alla donna per invitarla.
Da allora si iniziò ad invitare a ballare con segni, che inizialmente furono esagerati e poi divennero qualcosa di quasi invisibile, nella misura necessaria al ballerino per dominare e osservare la situazione e invitare la donna. Ovviamente ciò comportava una diversa considerazione della donna che questa volta poteva scegliere di guardare per proporre un invito od evitare lo sguardo ed evitare inviti che non le interessavano. Nessun uomo poteva permettersi di reagire ad un suo, questa volta non esplicito, rifiuto.

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